L’IVA nel concordato e la forza maggiore

La Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia ha recentemente stabilito che le imprese soggette a procedure concorsuali possono invocare la causa di forza maggiore per il mancato pagamento dell’IVA, escludendo così la possibilità di irrogazione di sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, con la sentenza numero 665 del 29 febbraio 2024.

“La sentenza offre spunti di riflessione per le imprese in crisi e per i professionisti che le assistono, – osserva il partner Simone Braidotti – riconoscendo che la situazione di crisi aziendale e l’assoggettamento alla procedura di concordato preventivo, a determinate condizioni, possano costituire una causa di forza maggiore, influenzando così la capacità/possibilità dell’impresa di adempiere agli obblighi fiscali, nel rispetto della par condicio creditorum. Questo approccio evidenzia l’importanza di ponderare correttamente le circostanze eccezionali nelle quali si può trovare un’azienda.”

La decisione si inserisce nel dibattito in merito all’interazione tra la legislazione della crisi e le normative fiscali, evidenziando la necessità di un applicazione che consideri tutti i fattori i gioco e l’equilibrio tra le diverse normative. Risulta essenziale che le politiche e le prassi fiscali riflettano una maggiore flessibilità e comprensione delle realtà aziendali, specialmente in un contesto di crisi e dove sia possibile salvaguardare la continuità aziendale.

“Sviluppare e definire soluzioni (normative e di prassi) che siano efficaci nel lungo termine – conclude Braidotti – potrà offrire alle imprese gli strumenti per navigare con successo attraverso le crisi e contribuire alla stabilità economica complessiva.”